DONNE E DIRITTI UMANI

 Evita Peron

“Il mio nome è diventato il grido di riconoscimento delle donne di tutto il mondo. E’ giunto il momento di avere gli stessi riconoscimenti degli uomini"

Dichiarazione Universale dei diritti umani : Art.2

Art. 2. "Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione." 


La Dichiarazione di Vienna del 1993

Secondo la dichiarazione di Vienna del 1993 i diritti umani delle donne e delle bambine sono parte inalienabile, integrale e indivisibile dei diritti umani universali. A tal proposito L’Onu si impegna per la promozione e la protezione dei diritti delle donne e sancisce per la prima volta in via generale il principio di non discriminazione tra i sessi.

La Dichiarazione universale dei diritti umani sviluppa in concreto il divieto di discriminazione in base al sesso nell’ambito della famiglia, del matrimonio e della maternità, dei diritti politici e del lavoro.

Tutti gli Stati garantiscono l’eguaglianza nel godimento dei diritti soprattutto nell’affermazione del principio di non discriminazione nei confronti delle donne.




Un cammino difficile per una uguaglianza reale

Nel corso degli anni, tuttavia, si è venuta a delineare la consapevolezza circa i limiti che l’adozione di una prospettiva generale anti-discriminatoria presenta sotto il profilo del perseguimento dell’obiettivo dell’eguaglianza reale. L’esigenza maturata nel tempo è stata quella di mettere a punto degli strumenti legislativi tesi a rilevare e a contrastare appieno la situazione di svantaggio iniziale che le donne subiscono in molti settori della vita sociale e le specifiche violazioni di cui esse sono ancora oggi vittime. Alla luce di ciò, è importante sottolineare il ruolo politico fondamentale svolto a partire dalla metà degli anni settanta dalle Conferenze mondiali sulla donna (Città del Messico 1975, Copenaghen 1980, Nairobi 1985 e Pechino 1995) che hanno permesso di negoziare un nucleo minimo di politiche comuni in settori chiave per il progresso della condizione della donna.

Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne- Assemblea Generale delle N.U.   dicembre 1979.


La Convenzione costituisce lo strumento pattizio fondamentale in materia di diritti delle donne offrendo una prospettiva globale del fenomeno della discriminazione. 

L’art. 1 della Convenzione definisce il concetto di “discriminazione contro le donne” come: “ogni distinzione, esclusione o limitazione basata sul sesso, che abbia l’effetto o lo scopo di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l’esercizio da parte delle donne, indipendentemente dal loro stato matrimoniale e in condizioni di uguaglianza fra uomini e donne, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile, o in qualsiasi altro campo”.

Il carattere peculiare della Convenzione è rappresentato dal proposito di superare il mero riconoscimento del diritto a godere di un trattamento uguale rispetto all’uomo e permettere  di perseguire in termini sostanziali l’obiettivo della parità.



Organizzazione Nazioni Unite

UN WOMEN

Nel luglio 2010, poi, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha istituito UN Women, il nuovo organismo delle Nazioni Unite per la promozione e protezione dei diritti delle donne che raggruppa in uno solo quattro precedenti uffici delle Nazioni Unite che si occupavano di parità di genere (Divisione per l'avanzamento delle donne - DAW, Istituto internazionale di ricerca e formazione per la promozione delle donne – INSTRAW, Ufficio del consigliere speciale sulle questioni di genere e sulla promozione delle donne 1997, Fondo ONU per lo sviluppo delle donne - UNIFEM).

Una disparità persistente

Le disparità di genere sono una forma persistente di disuguaglianza in ogni Paese. Nonostante i progressi compiuti in alcune aree, nessun Paese del mondo ha raggiunto l'uguaglianza tra uomo e donna .

In occasione della Giornata internazionale dedicata alla donna, un’indagine delle Nazioni Unite riportata dal quotidiano inglese The Guardian rivela dati eclatanti: in media il 90 per cento della popolazione nutre ancora almeno un pregiudizio nei confronti delle donne in tema di diritti politici, economici, riproduttivi, legati all’istruzione o alle violenze di genere.




Pregiudizi e stereotipi che condizionano la parità

I DIRITTI DELLE DONNE OLTRE GLI STEROTIPI

Poiché il genere rimane una delle basi più antiche della discriminazione, le politiche che affrontano le norme discriminatorie radicate e gli stereotipi, i pregiudizi e le pratiche dannose di genere sono fondamentali per la piena realizzazione dei diritti umani delle donne.



AGENDA 2030 Obiettivo n.5

L'obiettivo 5 mira a ottenere la parità di opportunità tra donne e uomini nello sviluppo economico, l'eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti di donne e ragazze (compresa l'abolizione dei matrimoni forzati e precoci) e l'uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione.

Zona Cinema

Suggerimenti per un approfondimento del tema con l'aiuto di una pellicola cinematografica

Womanity: non solo un film

Solo trentasei ore di vita di quattro donne che vivono in India, Egitto e USA. Nelle stesse 36 ore, le donne di Washington manifestano per mandare un messaggio al nuovo Presidente degli USA e a tutto il mondo: i diritti delle donne sono diritti umani e devono essere rispettati.