Rifugiati e Richiedenti asilo

Approdi di salvezza

Bono

"Migrante è una parola politica. Oggi sono profughi e rifugiati
a scappare da un posto che amano.
Lasciano la loro casa perché non ne hanno più una". 

Art.14 Dihiarazione Universale dei Diritti umani

“Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”. Lo dice l’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948.La Carta Costituzionale italiana nel recepire tale principio afferma all'art. 10
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. 

Il cammino della speranza

Il fenomeno dei richiedenti asilo e dei rifugiati ha assunto negli ultimi vent’anni una crescente rilevanza a livello internazionale. È nel particolare frangente storico che seguì la prima guerra mondiale, caratterizzato dalla presenza di milioni di sfollati e rifugiati, che vennero avviati i primi sforzi internazionali a supporto dei rifugiati, che portarono nell’immediato secondo dopoguerra all’adozione della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati (1951) e alla creazione di un organismo per la protezione dei rifugiati in seno alle Nazioni Unite, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Anche a livello regionale negli anni successivi sono stati predisposti degli strumenti per la tutela dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Particolari sforzi in tal senso sono stati compiuti nell’ambito dell’Unione Europea che, nel 1999, ha dato avvio ad un percorso per la creazione di un regime comune in materia di asilo, chiamato Sistema Comune Europeo di Asilo. L’Italia ha recepito i principali strumenti legislativi in materia predisposti dall’Unione Europea, ma ad oggi non si è ancora dotata di una legge organica in materia di asilo.

Convenzione sullo status dei rifugiati

La Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 costituisce il documento legale fondamentale che sta alla base del nostro lavoro.Firmata da 144 Stati contraenti, definisce il termine “rifugiato” e specifica tanto i diritti dei migranti forzati quanto gli obblighi legali degli Stati di proteggerli.
L’individuo inoltre è esentato dalle sanzioni inerenti all’ingresso illegale della propria persona nel territorio di riferimento. Fermo restando che lo stesso ha l’obbligo di conformarsi interamente alle norme dello “Stato ospitante”, deve dimostrare di aver agito secondo “buona fede” ed esporre le oggettive motivazioni che lo hanno spinto a compiere tale gesto come, ad esempio, lo sfuggire a minacce reali e concrete alla propria incolumità fisica o libertà individuale.
Viene definito richiedente asilo il profugo che ha presentato richiesta di asilo a un paese terzo per il riconoscimento giuridico dello status di rifugiato, ma che risulti ancora in attesa di una risposta. Il richiedente asilo ha diritto a soggiornare regolarmente nel paese, anche se è arrivato senza documenti d’identità o in maniera irregolare.

Le differenze di un cammino

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR è l'agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati; fornisce loro protezione internazionale ed assistenza materiale, e persegue soluzioni durevoli per la loro drammatica condizione.

Il principio del “non respingimento”

Norma fondamentale della Convenzione di Ginevra è il principio del “non-refoulement”.
In base a questo principio nessun individuo può essere respinto verso uno Stato in cui la propria vita o libertà potrebbero essere minacciate. Il rispetto del principio in esame si considera “assoluto” e non ammette deroghe, essendo in tal senso una norma cogente. A tal proposito non ha valore la “rassicurazione”, in ambito diplomatico, che lo Stato da cui il soggetto è in fuga possa non procedere nei confronti di quest’ultimo. L’espulsione può essere unicamente prevista per motivi di ordine pubblico qualora si rilevi la pericolosità del soggetto “ospite”. In questo caso va notificato il decreto di espulsione mettendo l’individuo rifugiato in condizione di potersi difendere in sede penale o eventualmente lasciare lo Stato ospitante entro il termine indicato per trovare “asilo” in altro Stato.


I diritti del rifugiato

La Convenzione prevede poi una serie di diritti che dovrebbero essere sempre assicurati al rifugiato. Tra questi il diritto di libera associazione, il diritto di adire i tribunali nazionali e accedere all’assistenza giudiziaria. A questi debbono aggiungersi i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme internazionali e interne dello Stato. Dunque, alla tutela “ordinaria” prevista per i soggetti stranieri presenti sul territorio statale va aggiunta una tutela “straordinaria” per i soggetti rifugiati consistenti in aiuti di carattere economico e sociale per il giusto inserimento nella realtà socio politica dello Stato di “accoglienza”.


ZONA CINEMA
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